Danese Milano Danese Milano


La diversità è una risorsa” questa è la chiave con cui Carlotta de Bevilacqua interpreta la presenza e la combinazione di una molteplicità di anime, tra loro a volte anche apparentemente contraddittorie che costituisco Danese. Ad ogni livello la diversità è una ricchezza che garantisce la qualità: qualità di pensiero e di idee grazie all’apertura verso gli stimoli esterni, qualità delle soluzioni tecnologiche grazie a un mix di competenze specifiche interagenti, qualità dei prodotti grazie ad una rete diversificata e specializzata di produzione, qualità degli spazi grazie a una collezione completa e trasversale che permette di ricostruire a 360° qualsiasi ambiente. Per questo Danese continua il suo percorso di collaborazioni aperte, intreccia una rete di scambio con realtà locali e figure internazionali, partecipa ad un sistema di conoscenze in cui le rispettive specificità sono valorizzate dalla capacità di dibattito continuo e propositivo, di un clima di scambio generoso per una crescita comune. Una rete in cui si incontrano in modo nuovo cultura e ricerca sperimentale perché la vera innovazione può nascere solo da un cambio di prospettiva: gli elementi primari di un progetto, gli schemi consolidati e i vecchi modelli mentali non sono una base su cui applicare l’innovazione in modo pedissequo. Danese propone un nuovo approccio al progetto in cui le considerazioni primarie sono rivalutate alla luce degli elementi innovativi; i rapporti tra l’uomo, gli oggetti, la luce e l’ambiente sono messi in discussione grazie alle nuove frontiere tecnologiche ma sempre sulla base di una visione. Danese coglie quindi i mutamenti della prospettiva contemporanea importando e scambiando cultura, aprendosi alla condivisione senza imporre modelli sociali e comportamentali, le soluzioni nascono dalla contaminazione, da un fare cultura che non chiude il sapere in “recinti”, in definizioni tipologiche, ma attraverso lo scambio crea paradigmi culturali nuovi e ibridi. La forza di questa visione del progetto sta in una continua apertura e in una capacità di sintesi: la vera innovazione infatti non è frutto di un gesto formale ma di una combinazione di competenze e di saperi, di un approccio non certo, che genera dialogo, incontro, un sistema combinatorio dove la creatività è intesa come il saper riassumere e intervenire nei punti di criticità. Per creare innovazione bisogna avere una consapevolezza allargata e non dimostrare indifferenza rispetto a ciò che accade ma prendere posizione: il dovere di un progettista è ritenersi responsabile di un pensiero.
BINCAN APPENDIABITO DOT TAVOLO